sabato 16 maggio 2020

ALLIEVI E DOCENTI INCONTRANO GIOTTO CHE INCONTRA FRANCESCO

Giovedì 14 maggio 2020, ne pomeriggio, il prof. Andrea Marello ha fatto sognare un folto gruppo di allievi e di docenti del liceo artistico attraverso la storia di Giotto, che incontra Francesco.

Gli affreschi del grande pittore e i suoi messaggi nascosti, che rappresentano la vita di un uomo che preferiva i gesti ai sermoni, i suoni di strumenti medievali, progenitori dei nostri strumenti e cellule sonore in cui adattare testi che sono fonti e testimonianza storica e artistica sono scorsi sugli schermi di tanti computer e hanno lasciato lo spettatore lì, a riflettere, incantato dall’armonia e dall’equilibrio di parole, suoni e immagini.
titolo: il presepe di Greccio
autore: Giotto
data: 1291 -1299 circa
tecnica: affresco
dimensioni: 230x270 cm
ubicazione: Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, Assisi
titolo: la predica agli uccelli
autore: Giotto
data: 1291 -1299 circa
tecnica: affresco
dimensioni: 230x270 cm
ubicazione: Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, Assisi

E poi, il finale della storia di Giotto che incontra Francesco: la lettura del Cantico delle creature, una preghiera di assonanze e consonanze, di simmetrie e parallelismi, ma soprattutto un messaggio di semplicità e povertà, anche oggi, in una società ricca e incline agli sprechi, egoista e supponente di fronte ad una natura di sole, di stelle, di vento, di acqua, di fuoco, di terra.

Mai come oggi il messaggio di Francesco risuona potente nella sua semplicità. 

A cura di prof. Elisabetta De Leonardis

giovedì 7 maggio 2020

A SCUOLA DI OPENCOESIONE

Gli ARCH1tetti RAMPANT1 partecipano all’evento on line “Festa dell’Europa. Scuole d’Italia, percorsi d’Europa”
nell’ambito del progetto ‘A SCUOLA DI OPENCOESIONE’.

a cura della prof.ssa Lorenza Lanzetta

Prosegue l’impegno di monitoraggio civico degli allievi della classe IIIA del Liceo Artistico di Asti nell’ambito del progetto ‘A SCUOLA DI OPENCOESIONE’.


Una rappresentanza degli allievi parteciperà oggi all’evento on line su piattaforma digitale Scuola.net “Festa dell’Europa. Scuole d’Italia, percorsi d’Europa”. Si tratta di un’iniziativa promossa dall'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il Dipartimento per le Politiche europee e il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per celebrare i 70 anni dalla Dichiarazione Schuman. 

La IIIA sarà presente insieme a centinaia di studenti coinvolti nei percorsi “European Parliament Ambassador School - EPAS”, “Europa = Noi” e “A Scuola di OpenCoesione” per testimoniare l’impegno di cittadini attivi sul territorio in collaborazione con le istituzioni locali. Si tratta di un’opportunità per ripercorrere le tappe che hanno portato alla costituzione dell’Unione Europea e per confrontarsi, durante il live, con i deputati europei e conoscerne l’operato all’interno del Parlamento europeo.

Gli allievi hanno fornito agli organizzatori dell’evento la versione sintetica del video realizzato per il report di lezione 3 del progetto ‘A SCUOLA DI OPENCOESIONE’ visionabile al link https://urly.it/3629f

Una sintesi del lavoro di monitoraggio civico portato avanti dalla classe è anche sulla piattaforma MONITHON al seguente link https://urly.it/3628_
Al termine dell’evento di oggi dai contributi video di tutti i partecipanti si realizzerà un prodotto finale che li rappresenterà tutti, sia pure in modo sintetico, per testimoniare ed ispirare comunanza e unità d’intenti nelle generazioni che sono il nostro futuro.

lunedì 4 maggio 2020

A COLPI DI PENNELLO LE ARTI FIGURATIVE RAPPRESENTANO EMOZIONI E RICORDI

La classe V dell’indirizzo Arti figurative si è armata di matita, di pennelli e di colori per esprime ancora una volta, attraverso l’arte, la propria soggettività creativa; il virus è sì presente nei quadri, ma fa solo capolino, relegato in secondo piano, a testimonianza
che i giovani più che mai vivono questo difficile momento della loro vita con consapevolezza e con la certezza che passerà, e che torneremo a stringerci la mano, forse più saggi e forti di
prima.                           """""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""


Il mappamondo rappresenta la situazione in cui tutti gli abitanti della Terra si trovano oggi,  e la donna, immersa anche lei nel Mondo, lentamente affonda nelle acque, senza poter fare niente, non avendo nessun controllo e potere di cambiare la realtà. Questo Mondo è simbolo della nostra mente e noi, bloccati, all'interno di essa affoghiamo nei nostri pensieri;  lo sfondo blu sta a significare la malinconia di ciò che abbiamo perduto e  i fiori rappresentano la natura che riprende il controllo senza il bisogno della presenza umana; ma proprio i fiori rappresentano anche la speranza che l'umanità possa raggiungere di nuovo la normalità.                                                                                          Matilde Baldin classe 5F
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Nelle ultime settimane la nostra vita ha subito un drastico cambiamento sia d'umore che  di comportamenti. Sono giorni sospesi, giorni in cui tasselli importanti  sono stati  spostati, come tessere di un puzzle, dal nostro quotidiano.
Improvvisamente siamo stati tutti chiamati a un’ esistenza nuova, che sta riformulando il concetto stesso di libertà. Questo è il virus che allontana e ci tiene a distanza. Ho scelto, infatti, di rappresentare la solitudine e l'isolamento, il fatto di non poterci nè vedere nè abbracciare e questo ci sta mettendo a dura prova, in questi giorni difficili.  Rimane però la speranza, quella per cui  un giorno tutto questo avrà fine e torneremo a riabbracciarci e a darci la mano.                                                                                                            
                                                                                                                       Stefania Bruni 5F

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Il quadro, tutto giocato su luce ed ombra e su colori vivaci e spenti rappresenta come la mia mente sta reagendo alla quarantena: da una parte in modo positivo, con tutte le possibilità che mi offre il restare a casa, ma dall’altra parte in modo negativo,  vivendo l’ isolamento come una forzatura, lontana da tutti quelli a cui voglio bene e che sono fuori dalla mia casa.
Nel mio mondo a colori c’è una figura che balla nel mezzo di un arcobaleno e rappresenta le mie emozioni, perché,  nonostante io sia chiusa in casa posso comunque allenarmi e ballare. In alto a sinistra c’è l’impronta di una mano che non è la mia, bensì quella di mio fratello, che rappresenta l’impegno che ci stiamo mettendo tutti per convivere ed aiutarci pacificamente, anche se non sempre è facile condividere.  Lo sfondo di questa parte del quadro è bianco, perché rappresenta la luce in fondo al tunnel, quella luce da cui nascono le mie emozioni, che sono le stesse che poi si ritrovano alla destra del dipinto, e rappresentano così come una bella emozione, come ad esempio la felicità, possa trasformasi in nostalgia e tristezza. La figura nell’oscurità sono io, quella parte di me che si chiude in se stessa, che si lascia ingoiare dai problemi, non riuscendo a vedere quella luce in fondo al tunnel. Anche il ritratto centrale rappresenta me stessa o, meglio, la personificazione delle due Asia: la metà del mio viso a sinistra è sorridente, ed i capelli sono tutti a destra per far sì che si veda bene il mio volto, le mie tipiche fosse che si formano sulle mie guance ogni qualvolta sorrido, mentre la metà del mio viso a destra ha i capelli davanti, perché cerca di nascondersi per tutte le mie insicurezze. Dalla fronte, come dal naso, dalla bocca e dagli occhi cola questa sostanza nerastra, che rappresenta il vuoto, quasi a suggerirci che stia uscendo proprio dalla testa. I capelli sono biondi e luminosi, ma in parte bianchi, perché simboleggiano una perdita di emozioni, come quello che sta succedendo a me in questo periodo di quarantena. Realizzare questo quadro è stato un modo di dire a me stessa:  stai tranquilla, passerà, ma anche un urlo di libertà, una richiesta di aiuto, a dire non voglio più restare da sola con me stessa.                  Asia Lentini 5F 


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In questo quadro ho voluto rappresentato la mia realtà soggettiva ai tempi della quarantena. Questo virus, infatti,  non ha cambiato drasticamente la mia vita. Sì, non posso uscire e incontrare le persone a cui tengo, ma vista la situazione questo è diventato, con consapevolezza, un bene. Ho riprodotto una mia caricatura mentre affronto gli studi scolastici, ho voluto rappresentare le regole che tutti noi dobbiamo rispettare sotto forma di poster, che dovremmo affiggere sui muri  delle nostre stanze e ricordarci di rispettare.




Alice Lorenzato 5F    

                 
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Il cuore è il cuore del corpo umano, il centro dal quale si irradiano la vita e l’amore. Ma il cuore che ho rappresentato  e che si è fermato ha tolto la vita a mia nonna in questo periodo di pandemia, e questa perdita mi ha procurato un dolore indicibile. Il titolo di questa mia rappresentazione è quindi Nel mio cuore, il tuo fiorire, perché la mia nonna ed io avevamo nel cuore la stessa passione, quella per i fiori, in particolare per le rose e le orchidee.
Il cuore, che è al centro del dipinto ad olio, fluttua in un cielo idealizzato e colmo di nuvole. Fin da piccola ho creduto che la morte portasse le anime lassù, sulle nubi, ma forse è più facile e meno doloroso  pensare che sia realmente così.
                                
    Marin Martina Palma, 5F

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L’ingestibile e l’uomo. Due potenze messe, inevitabilmente, a confronto:  l’ansia e la paura convivono in noi, spettatori passivi e partecipi di questa emergenza globale, con il sacro compito di prevenire il contagio, sottoponendoci alla misura restrittiva e costrittiva di una quarantena. Ricordiamoci, però, di non essere solo carne, ma corpo e spirito, con il grande potere di saper evadere mentalmente da queste quattro mura. Dalla fine di questo inverno, coincidente con l’inizio della quarantena, ad oggi, primavera inoltrata, ho potuto osservare l’evoluzione degli alberi. Giorno dopo giorno una nuova vita verde è nata sui loro rami, indipendentemente dalla situazione circostante. La forza della vita non deve cessare di esistere, poiché si conferma in ogni manifestazione di quel che proviamo e siamo. Non è necessario essere un sempreverde, manteniamo fertili le radici e mutiamo le foglie, per un costante apporto di ossigeno e più ampio fiato sotto la tempesta.



Francesca Sardi 5F
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Il mio disegno  rappresenta la nostra situazione attuale come la separazione di due mondi, quello della natura e quello dell'essere umano. Attraverso le finestre chiuse si vedono i due paesaggi simbolo della natura diversi ed entrambi rigogliosi e arricchiti grazie alla non presenza dell'uomo. 
Dall'interno, invece, la prospettiva dell'uomo circondato da mille oggetti di svago e di protezione, ma con una profonda nostalgia del suo vero ambiente, quello naturale, là fuori. 

Nicole Zapata 5F
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Ho realizzato il quadro pensando a come questo momento ci porti a sentirci sempre più stretti e prigionieri dei nostri quattro muri. Se la casa è sempre stata un luogo in cui tornare ariprendere fiato prima di ricominciare le nostre giornate frenetiche, adesso non aspettiamo se non di poter uscire, stanchi della nostra stessa casa. 



Gresalda Begu 5F
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  a cura della prof.ssa Erika Bocchino

giovedì 30 aprile 2020

ALESSANDRO, BACH E IL CORONAVIRUS

Tempi di Covid, brutti tempi. Ma anche tempi in cui la fantasia può correre, in cui la musica scalda e conforta, in cui gli amici, pur lontani, si scoprono vicini. 

Alessandro, un ragazzo che frequenta il Liceo Artistico, dal 22 febbraio non vede più professori, compagni, tutto il personale scolastico. 

Come tutti. 
Eppure in lui c’è qualcosa che non si ferma, un rovello, un’idea, la voglia di esprimersi e comunicare…Alessandro, chiuso nella sua stanza, non si dà limiti e viaggia con la fantasia. 
Basta poco, basta un brano di musica classica – il Preludio e Fuga in Do minore - che la Prof.ssa Rivetti assegna alla classe Quarta Musicale, frequentata da Alessandro.

Gli alunni sono invitati a farsi trasportare dalle emozioni suscitate dal brano, ad abbandonarsi all’ascolto e, ispirandosi a questo, a costruire una trama, una narrazione originale.
Alessandro ama la musica - è la sua materia preferita - e ascolta il brano con interesse e trasporto. 

L’atmosfera è sottilmente tesa, a tratti ombrosa, il ritmo incalzante; la melodia, però, in seguito si scioglie, si distende, trova una pacificazione.
Ecco! L’idea narrativa prende forma. 

L’inquietudine è quella provata in questi giorni difficili, di lontananza, di isolamento. Eppure si intravede un’uscita! Bach conclude il brano con una dolce, pacata risoluzione: ecco il ritorno alla normalità, agli abbracci, alle visite da parte degli amici! 

La narrazione è pronta: Alessandro, Bach e il coronavirus!

Questa è la storia di Alessandro e dei suoi amici: Beatrice, Valentina, Elena, Filippo, Sara, Cristian & Cristian, Cecilia, Clara, Marianna, Matteo, Nicolò, Francesca, Sofia e Giulia.

Erano i tempi del coronavirus….brutti tempi! 

Un giorno gli amici di Alessandro decidono di andare a trovarlo.
Erano tutti contenti!
Erano già arrivati in stazione quando la polizia

vede i ragazzi, li ferma e dice loro:
“Ragazzi, dove state andando?”
Beatrice risponde: “Stiamo andando dal nostro amico Alessandro”
I poliziotti rispondono: “Mi spiace ragazzi, ma in questo periodo non potete andare da nessuna parte!”
I ragazzi allora chiamano Alessandro per avvisarlo. 
Alessandro è molto triste e piange tutto il giorno…

anche i ragazzi sono tristi!
Un bel giorno, finalmente, il Coronavirus esce di scena…. e tutto torna come prima!
Allora gli amici di Alessandro vanno a trovarlo, e fanno una grandissima festa!



Testo di Alessandro Casonato 
A cura di Prof. Miriana Scorza

GRAZIE AL TEATRO L'INVISIBILE DIVENTA VISIBILE ed incarna ciò che non vediamo


Gli allievi del corso di Teatro del nostro Liceo sono stati coinvolti dalla docente prof. Monica Gatti in un compito inteso tanto come verifica delle loro competenze, quanto come farmaco dal potere esorcizzante, per affrontare questo momento di disorientamento e di perdita di certezze in modo attivo ed evolutivo.

Gli studenti sono stati chiamati a costruire l'identità di un personaggio: il Coronavirus

Sono così nate delle descrizioni di personaggi originali a cui gli studenti hanno abbinato una canzone o una musica che hanno sentito essere legata al personaggio.













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FEDERICA BADELLA

Carta d’identità

Nome: Queen
Luogo di nascita: base segreta sotterranea russa
sesso: non binario
Colore degli occhi: oro
Altezza: 1,50

Il personaggio

Il personaggio di Queen è molto difficile da spiegare. Non vuole farsi delimitare dai pronomi. Può scegliere di essere una lei o un lui, a seconda di come si sente quel giorno. Può decidere di indossare un vestito da donna o un completo da uomo, magari accompagnato da un tacco 12 se si annoia troppo.

L’importante è essere sempre al centro dell’attenzione di tutti. In mezzo a qualsiasi folla, piccola o immensa, farà sempre girare la testa a qualcuno.
Il suo modo di vestire esuberante e il comportamento vanitoso catturano tutti quegli occhi che per caso si posano sulla sua persona, che siano di giovani o di vecchi.
Queen può essere tutto quello che si desideri che lei sia, grazie al suo essere malleabile. Ormai tutti lo/la amano.
Ma non gli/le basta. Vuole attenzioni! Essere amati è tutto per Queen, dopotutto ne ha di tempo da sprecare… finché tutti crederanno che sia un semplice “uomo”.

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ELENA BAZZANINI
Carta d’identità
Cognome: Diciannove
Nome: Alter-ego
Luogo di nascita: Whuan
professione: hacker
Colore degli occhi: grigi
Altezza: 1,40
Il personaggio
Alter-ego Diciannove, è un personaggio tormentato. Lui vive in un mondo confuso tanto quanto lui.

Si aggira di nascosto. Si mimetizza nella folla, porta sempre una felpa scura con cappuccio sulla testa.

Girano molte voci su di lui. 

Inizialmente non rivolgeva la parola a nessuno. Quando decise di presentarsi a qualcuno, poi, questo si sentì obbligato a parlare di lui a tutti. Aveva un effetto positivo sulle persone. Tutti dopo una conversazione con lui volevano uscire, incontrare gente, fare serate.

Forse ho capito perché queste persone poi non se la passavano bene. Alter-ego non veniva mai invitato a questi incontri, diventava triste quando vedeva tutti divertirsi mentre lui no e lui è un tipo po’ vendicativo. Sapeva però anche essere molto paziente. Penso ci tenesse molto a voler entrare nelle nostre vite. È rimasto chiuso nella sua cameretta per anni a riflettere su come farsi conoscere, e nessun umano lo aveva mai notato prima di qualche mese fa. Ora, in poco tempo, ha sconvolto le nostre vite. Abbiamo scambiato l’acqua benedetta con l’amuchina, e messo la mascherina invece che il velo.

Non so quando ci lascerà.

Siamo convinti che per lui non ci deve essere spazio nelle nostre vite, ma in fondo è piccolo, è solo un bambino. Corre, gioca e saltella da uno stato all’altro…e pensare che il suo primo passo lo aveva fatto nella lontana Cina.

I virologi lo descrivono come un tipo iperattivo e vogliono curarlo in modo che la smetta di scatenarsi ovunque. Ma come si può fermare uno così testardo? 

Beh, tutti prima o poi cresciamo, no? Maturiamo, e da adulti grandi e vaccinati, decidiamo ad un certo punto di affrontare la vita, e finalmente sloggiamo di casa…tutto a suo tempo.
Alter-Ego  è ferratissimo con la tecnologia, ma ama ancora ascoltare la musica alla vecchia maniera. Non avete idea di come si diverta quando guarda al computer tutti quei video di musica suonata e cantata dai balconi. Li guarda e li riguarda. Forse anche questo gli ha causato problemi alla vista. Per troppo tempo è rimasto chiuso nella sua cameretta e mai si è scollato dallo schermo del suo computer. Era l’unica fonte di luce, e lui ci stava appiccicato come quegli insetti attratti dalla luce delle lampadine. A volte ora esce, ma ormai non ci sono più persone fuori e il sole gli dà fastidio. Tutte quelle ore al computer gli hanno rovinato la vista, e i suoi occhi sono diventati di colore grigio. Vede tutto un po’ offuscato e si vergogna di mostrarsi in giro così.
Canzone
Unravel, la sigla iniziale dell’anime giapponese “Tokyo Ghoul”.
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ALICE CORBANI
Carta d’identità
cognome: Virus 
nome: Corona 
nato il 01/12/2019 
a Wuhan 
Sesso: Altro 
Cittadinanza: Mondo 
Residenza: Mucose (anche la tua, attento) 
Via: Respiratoria n.19 
Professione: Infettologo professionista 
CONNOTATI E CONTRASSEGNI SALIENTI 
Capelli: Verdi 
Occhi: Neri 
Segni Particolari: “braccine” sulla testa 
Il personaggio
Virus è un tipetto molto giovane, un po’ basso e magrolino, ma con il viso tondo, le guance morbide e tante braccine sulla testa che fanno da corona. Essendo basso e magro riesce a infilarsi ovunque: nelle scatole, nei cassetti, ma soprattutto si diverte a infilarsi nel naso della gente, lo considera uno sport. Virus è molto estroverso, gli piace stare con le persone, parlare e abbracciare chiunque abbia intorno, ed essendo molto grazioso questo gli risulta facile. Tiene molto all’ordine e ci mette poco a farlo,  grazie alle tante braccia che gli permettono di fare più cose contemporaneamente. Il problema è che toccando dappertutto, infetta, senza saperlo, molte persone. 
Quando nacque, Virus era completamente solo e così un bel giorno, stufo di sentirsi così, decise di fare amicizia con una persona che si trovava nelle sue vicinanze. Insieme passarono una bella giornata: andarono in giro, pranzarono al ristorante, conobbero altra gente e finalmente non si sentì più solo. 
Purtroppo Virus non sapeva di essere pericoloso e così quando scoprì cosa era successo al suo amico si spaventò moltissimo e scappò via, ma, così facendo, infettò altre persone. Dopo che la Cina venne messa in quarantena e non trovando più nessuno per strada, Corona si sentì nuovamente solo, così decise di farsi un viaggio in Italia. Tutti gliene avevano parlato bene e lui era molto curioso di vederla. Purtroppo anche in Italia infettò tanta gente. 
Allora prese una decisione. Per poter realizzare pienamente le sue capacità, Virus decise di diventare infettologo professionista.  Così ora si diverte a girare il mondo infettando qua e là chi incontra sulla sua strada.
Canzone
Gorillaz – Clint Eastwood
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Enrico Nicolò

Carta d’identità e personaggio

Nome: Corona
Cognome : Virus
Il personaggio
E’ nato il 15 febbraio del 85 in un paesino chiamato Wuhan in Cina. Lui è un uomo imponente, alto 2,10 metri, con degli occhi di un blu notte e capelli neri.
Molte volte incute timore al primo sguardo, visto che oltre alla sua immensa statura è anche un po’ in sovrappeso, con i capelli neri che gli arrivano fino alle spalle e gli occhi verdi che sembrano essere quelli di un serpente. Indossa solitamente dei vestiti scuri, molto più grandi lui, e che lo fanno sembrar ancora più enorme. Non è molto veloce e non ha una buona agilità , per questo molte volte ci impiega molto tempo a compiere un’ azione.
Sembra sempre arrabbiato per via della sua faccia seria, però in realtà è una persona gentile, che aiuta gli altri. E’ molto severo perché vuole sempre il meglio dalle altre persone. Se lo si conosce meglio non fa tanta paura come si pensa. E’una persona gentile, che cerca, a modo suo, di far rispettare delle regole. Solo che quando vede che la gente non le rispetta tende a diventare severo e a volte furioso. E’ una persona pacifica, molto quieta, non fa discriminazioni in base a religione, etnia o credenze. 
Gli piace mangiare, è un golosone; infatti sta viaggiando per il mondo per assaggiare cibi diversi. E’ un amante della musica, che ascolta con delle grandi cuffie blu, che arrivano giusto giusto a coprirgli le grandi orecchie dove, da entrambe le parti, ci sono due orecchini, uno nero e uno bianco a forma di cerchio. 
La sua canzone preferita è “The nights” del dj Avicii, che ascolta durante i suoi viaggi.
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Gaiotto Giulia

Il personaggio

Cherry  - sorprendentemente il virus è femmina -  è nata il 28 ottobre del 1950  in un laboratorio americano segreto, situato nello stato del Nebraska. Teoricamente non ha una vera e propria forma, in quanto può mutarla, ma adora assumere le sembianze di una ragazza dagli occhi marroni ed i capelli neri, col naso all’insù e un grande sorriso smagliante; è alta all’incirca 1,55m.   Nella foto della sua carta d’identità porta un cappellino tutto nero e gli occhiali da sole, nonostante non si potrebbe. A lei non piace seguire le regole, si sente molto forte e crede che nessuno possa fermarla. E’ un peperino: le piace fare di testa sua, non vuole sentire contraddizioni e si comporta in modo imprevedibile con le persone. Non le piace leggere, per niente, ma preferisce ascoltare musica pop ed eventualmente suonare la sua pianola. Come hobby ha lo sci in inverno, e le arrampicate d’estate.

Il suo motto preferito è: “Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”

La sua canzone preferita è “La Vie En Rose”, non importa chi la canti, ed in quale lingua. Ogni volta che la sente si mette a piangere.

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Matteo Loverre

Carta d’identità

Nome: COVID-19 
Data di nascita: 18 ottobre 2019 
Luogo di nascita: Brasile (“mamma” Fondazione Bill e Melinda Gates e “papà” World Economic Forum)
Sesso: asessuato
Occhi: rossi
Altezza: 23 chilobasi

Il personaggio

È molto giovane, ha solo un anno di vita; è piccolo, talmente piccolo da non poter essere visto ad occhio nudo. È irascibile e curioso, gli piace stare a contatto con le persone, tant’è che spesso ci litiga per via del suo carattere aggressivo e dispettoso. Può essere molto veloce, soprattutto quando utilizza, come mezzo pubblico per gli spostamenti, gli starnuti e i colpi di tosse. 
Canzone:  “Il volo del calabrone” di Rimskij Korsakov
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Gabriele Massarone

Carta d’identità

·      Come si chiama? Luke
·      Quando è nato? nel 1989
·      Dove è nato? in Texas
·      Qual è il suo sesso? uomo
·      Di che colore ha gli occhi? azzurri
·      Quanto è alto? 1m e 80cm

Il personaggio

Luke ha due occhi piccoli, azzurri e serissimi, i capelli marroni tagliati a spazzola, quasi come se fosse stato nell’esercito, anche se così non è.  A vent’anni si è trasferito a Los Angeles, in California, sperando di poter diventare qualcuno di importante, ma è finito a lavorare in un bar di fronte alla Walk of Fame, e questo gli fa rabbia, perché sa che non ci sarà mai il suo nome lì sopra.

Sfoga la rabbia repressa andando in palestra e correndo un sacco: è un fanatico di sport. 

Non è molto bravo nelle relazioni, ha pochissimi amici a cui vuole molto bene.

Ha un cane, si chiama Spix, un Golden Retriever.

Anche se si presenta come un ragazzo dall’aspetto duro, è in verità semplicemente molto timido e riservato. Nel tempo libero gli piace leggere libri di tutti i tipi, guardare film indipendenti e di gangster. I suoi generi musicali preferiti sono il Rap e l’ R&B.

La sua frase preferita è “Say hello to mylittle friend”, dal film Scarface.

La sua canzone è “TheseWalls” di Kendrick Lamar.
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SerseTesta

Carta d’identità e personaggio

Il personaggio si chiama FenrirDahl, è di origini norvegesi, è nato il 22 settembre del 1998. 
Nato ad Oslo, unico maschio con cinque sorelle, è il fratello maggiore, ed è stato sempre d’aiuto per badare alle piccole di casa. Il suo carattere venne segnato profondamente dalla scomparsa prematura della madre, avvenuta la notte del 10 agosto del 2013. Tutti lo ricordavano come un ragazzino simpatico e premuroso, ma ora appare come un’entità subdola, a tratti famelica, che semina zizzania tra le persone per puro divertimento. Grazie alla sua corporatura esile e all’altezza non esagerata, si confonde bene tra le persone, aiutato dalla sua tendenza nel vestirsi sempre di nero. La carnagione lattea si abbina perfettamente ai bianchi capelli medio-lunghi, con rasature a pelle su entrambi i lati e occhi di un azzurro ghiaccio, che sono l’unico tratto su cui l’occhio si ferma. Nella sua carta di identità vi è ancora una foto del ragazzino coi capelli corti, con un’espressione già fredda e distaccata, che non fa trasparire nessun tipo di sentimento.
Cerca sempre di passare il più inosservato possibile, poi sceglie la sua preda per dare il viaalle voci e seminare le malelingue. E’abbastanza agile, ma per nulla resistente o tonico. L’unica attività che svolge con impegno è  suonare la chitarra. Compone nuove melodie e testi. Questa passione è così incisiva nella sua persona che lo ha spinto a costruirsi una sorta di sala d’incisione, che condivide unicamente col suo gatto di nome Euronymous.
Lacanzone che lo ha accompagnato per buona parte della sua vita è “SIC” degli Slipknot, per via della melodia pesante, del cantato rozzo e del testo in cui si è sempre rispecchiato. La frase “You can’t kill me, ‘cause i’mal ready inside you” lo rappresenta perché lui si vede come una sorta di parassita che infetta e che quando lo scopri, è già troppo tardi.
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