lunedì 8 giugno 2026

UNA GIORNATA ALL’ INSEGNA DI EMOZIONI, CONDIVISIONE E INCLUSIONE

Venerdì 5 giugno la nostra scuola ha vissuto un momento molto significativo grazie alla presentazione di un interessante e personale lavoro multimediale realizzato col supporto dei insegnanti di sostegno e presentato da Diego della classe 5 indirizzo Design, dedicato al mondo dei Digimon e Pokemon. Con grande entusiasmo e una buona preparazione, Diego ha illustrato ai compagni e agli insegnanti il suo progetto multimediale frutto di impegno, ricerca e creatività attraverso immagini, video e contenuti digitali. Particolarmente è stata apprezzata la sua capacità di creare collegamenti significativi con diverse discipline scolastiche, mettendo in relazione il tema di suo interesse, I Digimon, con argomenti affrontati durante l’anno, dimostrando di aver acquisito conoscenze e di saperle rielaborare.

Ciò che ha reso questa esperienza davvero speciale è stato anche il percorso personale che Diego ha saputo compiere, con coraggio e determinazione ha superato la sua timidezza e alcune difficoltà che in passato avrebbero potuto rappresentare un ostacolo, parlando con disinvoltura, sicurezza e spontaneità davanti a tutti. Inoltre durante la presentazione, Diego ha regalato ai presenti momenti di grande emozione, ha scelto infatti di condividere un video dedicato al valore dell’affetto reciproco, dell’amicizia e dell’importanza di sostenersi a vicenda. Un messaggio profondo e sentito che ha colpito il cuore di compagni ed insegnanti, lasciando tutti piacevolmente sorpresi e commossi. Tuttavia, Diego ha mostrato una sensibilità speciale e la capacità di trasmettere emozioni autentiche che vanno ben oltre la semplice esposizione. I compagni hanno seguito l’intervento con attenzione e partecipazione, ponendo domande e manifestando apprezzamento per il lavoro multimediale svolto dal loro compagno.

La presentazione si è trasformata così in un prezioso momento di condivisione, inclusione e crescita per tutta la classe. La giornata ha dimostrato come ogni studente possa esprimere il proprio valore quando gli vengono offerte occasioni per mettere in luce i propri talenti e le proprie passioni. Diego ha dato prova di impegno, maturità, sensibilità e capacità comunicative raggiungendo un importante traguardo personale che merita di essere riconosciuto e celebrato. Una giornata che resterà certamente nel cuore di chi l’ha vissuta.


a cura della prof.ssa Tiziana Filizzolo

lunedì 1 giugno 2026

Primo posto al Premio letterario Lions 2026

Grande soddisfazione per la classe 4M che si è aggiudicata la vittoria nella terza sezione della VII edizione del Premio Letterario Lions (PLL), prestigiosa iniziativa culturale dedicata quest’anno alla scrittrice Natalia Ginzburg. La cerimonia di premiazione si è svolta il 30 maggio 2026 presso il Polo del 900 di Torino, luogo simbolo della cultura e della memoria civile e partner dell’evento.

Il Premio Letterario Lions ha una caratteristica particolare: non premia opere narrative originali, ma invita i partecipanti a confrontarsi con i testi di un autore scelto dalla giuria attraverso prefazioni, postfazioni o elaborati creativi. La terza sezione, riservata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, premia opere multimediali inedite capaci di raccontare e interpretare in modo originale i testi dell’autore proposto.

I vincitori della sezione multimediale sono gli studenti della classe 4M: Andrea Aceto, Giulia Cammarata, Giulia Caracchi, Asia Galati, Michele Pio Sabetta, Jacopo Vidotto e Matteo Vinotto, coordinati dal Prof. Francesco Vincenzo Bellitta. L’opera premiata è un video ispirato al romanzo La strada che va in città. Il lavoro propone una serie di immagini suggestive di una strada di campagna percorsa da due giovani, un ragazzo e una ragazza, nelle ore del tramonto. Nel video la strada diventa il simbolo del desiderio e delle aspirazioni della protagonista: rappresenta la distanza tra il presente e il futuro immaginato, ma anche il passaggio dall’innocenza della giovinezza alla complessità della vita adulta. In sottofondo risuonano alcune brevi battute tratte dal romanzo tra Delia e Nini, dialoghi che restituiscono la curiosità, la speranza e le illusioni tipiche dell’età giovanile.

La Dirigente scolastica Maria Stella Perrone ha espresso le proprie congratulazioni agli studenti per il prestigioso risultato raggiunto, evidenziando il valore del lavoro di squadra, della creatività e dell’impegno dimostrati dai ragazzi durante tutte le fasi del progetto. Soddisfazione anche da parte del Prof. Francesco Vincenzo Bellitta, che ha coordinato il lavoro della classe accompagnando gli studenti nella progettazione e nella realizzazione dell’elaborato. Il riconoscimento ottenuto premia non solo la qualità del prodotto finale, ma anche il percorso, la ricerca e la collaborazione che ha coinvolto l’intero gruppo.

Un risultato che conferma come la letteratura possa dialogare efficacemente con i linguaggi audiovisivi contemporanei, offrendo agli studenti nuove modalità per interpretare e raccontare i grandi autori del Novecento.

a cura di 🐈

venerdì 29 maggio 2026

Quando inclusione non è soltanto una parola

Questa mattina 29 maggio 2026 al liceo artistico B. Alfieri di Asti un particolare ed importante evento ha visto coinvolta tutta la classe V Audiovisivo e Multimediale, i suoi docenti curricolari, i genitori di Mattia, la Dirigente scolastica Maria Stella Perrone, la dott.ssa Eleonora Zollo, assessore ai Servizi sociali, la dott.ssa Loretta Bologna, assessore all’Istruzione e la dott.ssa Monica Saija, consulente dell’Inclusione dell’Ambito territoriale di Asti, ma, soprattutto, erano presenti i docenti per l’inclusione e gli assistenti comunali di Mattia e questo per un grande ringraziamento agli studenti della VM, che hanno riconosciuto il vero valore dell’inclusione, emerso nel contesto classe in tanti anni scolastici nei confronti di Mattia, un alunno speciale che lascerà in ognuno di loro un ricordo speciale. 

Inclusione, infatti, è parola delicata ma importante, che risuona come se fosse un abbraccio da parte di chi, a scuola, abbatte le barriere, organizza gli ambienti di apprendimento a partire dalle differenze e realizza passo dopo passo quella che è la “speciale normalità”. Stare bene a scuola diventa quindi imprescindibile per realizzare una vera inclusione e stare bene a scuola vale non solo per gli studenti e i docenti curricolari, ma anche per chi, tutti i giorni, va incontro alle differenze e accoglie le specifiche peculiarità di ogni allievo che presenta qualche difficoltà, facendolo sentire parte di una classe e, quindi, parte di una scuola. Ecco, questo è il compito dei docenti per l’inclusione.
Al Liceo Artistico, questa mattina, l’aula 10 è stata teatro di inclusione, a partire dai saluti istituzionali a quelli dei genitori, degli insegnanti di sostegno e degli assistenti comunali, poi l’intervento di alcuni compagni di Mattia, la proiezione dei suoi video e, infine, tutti insieme a ballare e festeggiare l’arrivo di un percorso anche faticoso, ma caratterizzato dall’idea forte che ogni studente è unico.

Anche ieri mattina nel Laboratorio di multimediale un altro allievo dell’artistico, Stefano, ha presentato i suoi video ai compagni, ai docenti, alla sua famiglia, accompagnato dai docenti per l’inclusione che, in un percorso quinquennale, hanno trovato strategie di studio, attività e materiali adatti ad una situazione unica che sono stati capaci di valorizzare. 

Mattia e Stefano, dunque, hanno raggiunto il traguardo, e ci hanno insegnato che - come ha sottolineato la Dirigente Maria Stella Perrone - attraverso la vera inclusione siamo noi che impariamo da loro e cresciamo con loro. Un grazie, dunque, a tutti i nostri studenti speciali, che rendono la nostra scuola speciale.

a cura della prof.ssa Elisabetta De Leonardis


lunedì 18 maggio 2026

Conferenza "Dalla terza pagina ai social" - 11 maggio 2026

Lunedì 11 maggio 2026 le classi 5F e 5M del Liceo Artistico hanno partecipato ad una interessante conferenza di storia, patrocinata dal Comune di Asti e dal Rotary Club, tenuta dal prof. Mauro Forno, docente di Storia contemporanea dell'Università degli Studi di Torino, dedicata a un tema di straordinaria rilevanza civile: l’evoluzione dell’informazione in Italia dall’Unità nazionale a oggi. L'incontro dal titolo "Dalla terza pagina ai social: l'informazione in Italia tra società, politica ed economia" è stato un percorso affascinante che ha attraversato oltre centocinquant’anni di storia, dalla nascita della stampa periodica post-risorgimentale fino alle sfide poste dall’era digitale, passando per il fascismo, la Resistenza, la televisione di Stato e l’avvento di internet.

La conferenza ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con domande che non appartengono soltanto ai libri di testo: chi controlla l’informazione? Come si forma l’opinione pubblica? Qual è il confine tra giornalismo e propaganda? Interrogativi che assumono un peso particolare per ragazze e ragazzi che si apprestano a diventare cittadini a tutti gli effetti.
La dirigente scolastica, presente all'evento, ha espresso piena soddisfazione per la partecipazione dell’istituto all’iniziativa. «I nostri studenti del quinto anno - ha dichiarato - sono a un passo dall’esame di maturità e stanno entrando nella vita adulta: confrontarsi con la storia dei media significa anche imparare a leggere il presente con occhi più critici e consapevoli.»
La conferenza ha rappresentato un momento di sintesi felice tra competenze disciplinari e attualità: il Risorgimento non come pagina chiusa, ma come origine di dinamiche, come la relazione tra potere, cultura e informazione, che arrivano fino a noi. Un’occasione, insomma, per capire che la storia non finisce mai davvero sui libri.


a cura del prof. Federico Baglivo

giovedì 19 febbraio 2026

L’Istituto V. Alfieri organizza l’Erasmus day

Giovedì 12 febbraio 2026 l’IIS V. Alfieri ha organizzato nell’Aula Magna dell’Istituto la giornata Erasmus day, acronimo di EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students, il programma finanziato dall’Unione Europea che ha come obiettivo quello di uscire dai confini della propria nazione per immergersi in altre culture, confrontarsi con Paesi diversi dal proprio e promuovere l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa.

Erasmus ha arricchito le competenze e formato le personalità, soprattutto quelle di studenti e docenti che hanno trascorrono un periodo nelle scuole all’estero, comprendendo l’altro da sé, attraverso un viaggio che non è solo fisico, ma soprattutto interiore, un viaggio in cui parti e arrivi, ma diverso, arricchito, un nòstos, insomma. Le mete per gli studenti sono state Galway in Irlanda e Bordeaux in Francia; poi quelle dei docenti, che, attraverso la metodologia job shadowing, hanno conosciuto la realtà delle scuole finlandesi della periferia di Helsinki e quelle di Siviglia, in Spagna. I racconti dell’esperienza Erasmus da parte degli studenti che hanno partecipato al soggiorno all’estero hanno coinvolto, nella mattinata, tutte le classi terze e quarte dell’Istituto, attente a carpire informazioni e curiosità, forse anche per poter scegliere di fare quest’esperienza in un prossimo futuro; presente nell’Aula magna dell’Istituto anche il Sindaco Maurizio Rasero.

Nel pomeriggio i docenti accompagnatori e quelli del job shadowing, hanno restituito ai colleghi presenti la loro esperienza e la prof.ssa Raviola Nicole, in particolare, ha ringraziato la Dirigente dell’IIS V. Alfieri, Maria Stella Perrone, che da sempre crede fermamente in queste opportunità di crescita e le sostiene, permettendo così arricchimenti culturali e personali. La docente, infatti, ha sottolineato come durante l’Erasmus Day siano emersi chiaramente l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco, caratteristiche che accomunano molti docenti quando si tratta di occasioni formative di così grande valore; è stato un confronto autentico e partecipato, che ha confermato quanto queste esperienze lascino un segno nella crescita come docenti, ma anche nella capacità di creare rapporti umani e costruire relazioni significative. L’Erasmus, dunque, è stato molto più di un viaggio: è un percorso che permette di conoscere, apprendere, confrontarsi con realtà diverse e arricchirsi profondamente, soprattutto dal punto di vista umano.

La crescita non è dunque solamente per chi ha partecipato all’Erasmus, ma è, grazie a questa giornata, per l’intera comunità scolastica, che, attraverso le parole e i racconti di studenti e docenti ha contribuito alla curiosità del confronto e del punto di vista che cambia. Un omaggio, quindi, anche ad Erasmo da Rotterdam, il filosofo umanista viaggiatore e cosmopolita a cui è intitolato il programma, che già nel 1500 scrisse: ego mundi civis esse cupio, parole metafora di una grande apertura mentale e di un fecondo arricchimento culturale.

a cura della prof.ssa Elisabetta De Leonardis 🐈

venerdì 13 febbraio 2026

Un minuto di silenzio per Zoe

Questa mattina, nelle nostre aule, il tempo si è fermato per un momento. Un minuto di silenzio: pochi secondi che pesano come pietra, che dicono tutto senza usare parole. Lo abbiamo dedicato a Zoe Trinchero, diciassette anni, uccisa a Nizza Monferrato nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026. Una ragazza come tante di noi. Come potremmo essere ognuna di noi. Lavorava al bar della stazione, sognava di diventare psicologa, di viaggiare, di vivere. Aveva la vita davanti. Gliel'hanno tolta per un rifiuto.

Perché lo abbiamo fatto. Una scuola non è solo un luogo dove si impara la matematica o si legge un romanzo. È una comunità che educa, che forma, che dà un nome alle cose. E oggi il nome che dovevamo pronunciare - anche nel silenzio - era quello di Zoe. Fermarsi un minuto significa dire che quella morte non ci è indifferente. Significa riconoscere che Zoe era una persona reale, con un nome, con sogni, con affetti. Non un numero nelle statistiche, non una notizia da scorrere sul telefono tra una notifica e l'altra. Significa anche, e forse soprattutto, fare i conti con una realtà che riguarda il mondo in cui viviamo: quello della violenza contro le donne, del controllo, della cultura del possesso che trasforma un "no" in una condanna a morte.

Il valore di un gesto. Potrebbe sembrare poco, un minuto di silenzio. E in un certo senso lo è: non restituisce Zoe alla sua famiglia, non cambia il mondo, non basta. Ma i gesti contano, perché educano. Perché dire insieme, come comunità scolastica, "questa cosa non va bene" è il primo atto necessario prima di qualunque altro cambiamento. La scuola che si ferma per ricordare una vittima di femminicidio trasmette un messaggio preciso alle studentesse e agli studenti seduti in quei banchi: ogni vita ha valore, ogni violenza merita di essere riconosciuta come tale, ogni donna uccisa non è una storia privata ma una questione di tutti e tutte. È in questi gesti che si costruisce una cultura diversa - lentamente, faticosamente, ma concretamente.

Quello che resta da fare. Il minuto di silenzio di stamattina non può essere un punto di arrivo. Deve essere un punto di partenza. Parlare in classe, leggere, ascoltare, imparare a riconoscere i segnali della violenza, sapere che il rispetto non è opzionale: questo è il lavoro che ci spetta, ogni giorno. Zoe voleva aiutare gli altri. Voleva diventare psicologa. Aveva piani, desideri, un futuro. Onorare la sua memoria significa impegnarsi affinché nessun'altra ragazza debba smettere di sognare per colpa di qualcuno che non sa accettare un rifiuto.

Riposa in pace, Zoe.

L'intera comunità scolastica IIS "V. Alfieri" di Asti