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lunedì 6 giugno 2022

L'Artistico a Scurzolengo!

Anche il progetto di "trasformazione" nel quale ci ha coinvolti il comune di Scurzolengo (AT) per tramite del Signor Sindaco Gianni Maiocco, è giunto al termine.

Il progetto, coordinato dal Prof. Andrea Marello è nato con la fortunata intuizione e volontà di trasformare dei vecchi pozzetti in cemento armato in tredici portavasi coloratissimi che troveranno sistemazione presso il concentrico del paese e nelle borgate del territorio comunale.

La prima fase progettuale, relativa allo sviluppo ed alla proposta di bozzetti inerenti le intenzioni pittoriche, sviluppati seguendo i temi proposti dal comune stesso, ha visto il coinvolgimento delle classi 2A e 2D, coordinate rispettivamente dai prof.ri Gabriele Sanzo e Carlo La Perna del corso di arti figurative.

La seconda fase più operativa e pratica ha visto la realizzazione dei bozzetti (la dipintura sulla superficie dei pozzetti) scelti dall'amministrazione di Scurzolengo ad opera delle classi citate, alle quali si sono aggiunte la 1A, 1B, 1C e 1D le ultime due coordinate dal Prof. Andrea Marello anch'egli di arti figurative.

È stato un momento collettivo e particolarmente impegnativo per i ragazzi del biennio, dal momento che progetti di questa natura e portata sono normalmente più adatti ai ragazzi degli anni a seguire. Il risultato di coinvolgimento, di socialità, di scambio di opinioni, ma soprattutto il risultato finale del lavoro sono certamente di alto livello e ci rendono quindi tutti particolarmente soddisfatti.

Grazie a tutti!

a cura del prof. Andrea Marello

domenica 14 novembre 2021

Gabriele Sanzo, la profondità dell'arte


Si è conclusa oggi, domenica 14 novembre 2021, la mostra personale e itinerante "Agenzia di viaggi immaginari" di Gabriele Sanzo, giovane docente di Discipline pittoriche del Liceo artistico "Benedetto Alfieri", che ha esposto le sue opere a Canelli, presso la Galleria Fuoco e Colore

La pittura, le linee, le parole che Gabriele esprime vanno al di là del quotidiano, sprofondando in messaggi simbolici e fortemente ironici, riproducendo quella che per lui è l’esistenza stessa: il disegno. La sua mano non riesce a trattenere il segno grafico, che irrompe con energia pura sulla tela, sul foglio, sul legno. 

Uomini piuttosto alti e barbuti, circhi di funamboli, panni stesi, fiori che spuntano da cappelli fuoriescono dalla pagina bianca, magicamente, come fossero sempre stati lì, pronti ad affiorare in superficie, figli di un pathos artistico che non si può né si deve comprendere appieno. 

Lo spettatore, dunque, si ritrova immerso nelle sue opere, cercando anche di raccapezzarsi, alla ricerca di un po’ di se stesso, magari in un piccolo particolare, in una sfumatura di colore, in un oggetto solo apparentemente conosciuto. 

Gabriele ha il cosiddetto wit, ovvero quell’ingegno proprio di chi sente che l’arte è esigenza di espressione di sé e si catapulta in chi la osserva, anche perplesso, scorgendo, in qualche angolo nascosto di tele, fogli e legnetti, un non so che di familiare sì, ma anche di magico. 

A cura della prof.ssa Elisabetta De Leonardis