giovedì 19 febbraio 2026

L’Istituto V. Alfieri organizza l’Erasmus day

Giovedì 12 febbraio 2026 l’IIS V. Alfieri ha organizzato nell’Aula Magna dell’Istituto la giornata Erasmus day, acronimo di EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students, il programma finanziato dall’Unione Europea che ha come obiettivo quello di uscire dai confini della propria nazione per immergersi in altre culture, confrontarsi con Paesi diversi dal proprio e promuovere l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa.

Erasmus ha arricchito le competenze e formato le personalità, soprattutto quelle di studenti e docenti che hanno trascorrono un periodo nelle scuole all’estero, comprendendo l’altro da sé, attraverso un viaggio che non è solo fisico, ma soprattutto interiore, un viaggio in cui parti e arrivi, ma diverso, arricchito, un nòstos, insomma. Le mete per gli studenti sono state Galway in Irlanda e Bordeaux in Francia; poi quelle dei docenti, che, attraverso la metodologia job shadowing, hanno conosciuto la realtà delle scuole finlandesi della periferia di Helsinki e quelle di Siviglia, in Spagna. I racconti dell’esperienza Erasmus da parte degli studenti che hanno partecipato al soggiorno all’estero hanno coinvolto, nella mattinata, tutte le classi terze e quarte dell’Istituto, attente a carpire informazioni e curiosità, forse anche per poter scegliere di fare quest’esperienza in un prossimo futuro; presente nell’Aula magna dell’Istituto anche il Sindaco Maurizio Rasero.

Nel pomeriggio i docenti accompagnatori e quelli del job shadowing, hanno restituito ai colleghi presenti la loro esperienza e la prof.ssa Raviola Nicole, in particolare, ha ringraziato la Dirigente dell’IIS V. Alfieri, Maria Stella Perrone, che da sempre crede fermamente in queste opportunità di crescita e le sostiene, permettendo così arricchimenti culturali e personali. La docente, infatti, ha sottolineato come durante l’Erasmus Day siano emersi chiaramente l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco, caratteristiche che accomunano molti docenti quando si tratta di occasioni formative di così grande valore; è stato un confronto autentico e partecipato, che ha confermato quanto queste esperienze lascino un segno nella crescita come docenti, ma anche nella capacità di creare rapporti umani e costruire relazioni significative. L’Erasmus, dunque, è stato molto più di un viaggio: è un percorso che permette di conoscere, apprendere, confrontarsi con realtà diverse e arricchirsi profondamente, soprattutto dal punto di vista umano.

La crescita non è dunque solamente per chi ha partecipato all’Erasmus, ma è, grazie a questa giornata, per l’intera comunità scolastica, che, attraverso le parole e i racconti di studenti e docenti ha contribuito alla curiosità del confronto e del punto di vista che cambia. Un omaggio, quindi, anche ad Erasmo da Rotterdam, il filosofo umanista viaggiatore e cosmopolita a cui è intitolato il programma, che già nel 1500 scrisse: ego mundi civis esse cupio, parole metafora di una grande apertura mentale e di un fecondo arricchimento culturale.

a cura della prof.ssa Elisabetta De Leonardis 🐈

venerdì 13 febbraio 2026

Un minuto di silenzio per Zoe

Questa mattina, nelle nostre aule, il tempo si è fermato per un momento. Un minuto di silenzio: pochi secondi che pesano come pietra, che dicono tutto senza usare parole. Lo abbiamo dedicato a Zoe Trinchero, diciassette anni, uccisa a Nizza Monferrato nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026. Una ragazza come tante di noi. Come potremmo essere ognuna di noi. Lavorava al bar della stazione, sognava di diventare psicologa, di viaggiare, di vivere. Aveva la vita davanti. Gliel'hanno tolta per un rifiuto.

Perché lo abbiamo fatto. Una scuola non è solo un luogo dove si impara la matematica o si legge un romanzo. È una comunità che educa, che forma, che dà un nome alle cose. E oggi il nome che dovevamo pronunciare — anche nel silenzio — era quello di Zoe. Fermarsi un minuto significa dire che quella morte non ci è indifferente. Significa riconoscere che Zoe era una persona reale, con un nome, con sogni, con affetti. Non un numero nelle statistiche, non una notizia da scorrere sul telefono tra una notifica e l'altra. Significa anche, e forse soprattutto, fare i conti con una realtà che riguarda il mondo in cui viviamo: quello della violenza contro le donne, del controllo, della cultura del possesso che trasforma un "no" in una condanna a morte.

Il valore di un gesto. Potrebbe sembrare poco, un minuto di silenzio. E in un certo senso lo è: non restituisce Zoe alla sua famiglia, non cambia il mondo, non basta. Ma i gesti contano, perché educano. Perché dire insieme, come comunità scolastica, "questa cosa non va bene" è il primo atto necessario prima di qualunque altro cambiamento. La scuola che si ferma per ricordare una vittima di femminicidio trasmette un messaggio preciso alle studentesse e agli studenti seduti in quei banchi: ogni vita ha valore, ogni violenza merita di essere riconosciuta come tale, ogni donna uccisa non è una storia privata ma una questione di tutti e tutte. È in questi gesti che si costruisce una cultura diversa — lentamente, faticosamente, ma concretamente.

Quello che resta da fare. Il minuto di silenzio di stamattina non può essere un punto di arrivo. Deve essere un punto di partenza. Parlare in classe, leggere, ascoltare, imparare a riconoscere i segnali della violenza, sapere che il rispetto non è opzionale: questo è il lavoro che ci spetta, ogni giorno. Zoe voleva aiutare gli altri. Voleva diventare psicologa. Aveva piani, desideri, un futuro. Onorare la sua memoria significa impegnarsi affinché nessun'altra ragazza debba smettere di sognare per colpa di qualcuno che non sa accettare un rifiuto.

Riposa in pace, Zoe.

L'intera comunità scolastica IIS "V. Alfieri" di Asti

mercoledì 11 febbraio 2026

IL REGISTA DI ZVANĺ, GIUSEPPE PICCIONI, SI CONFRONTA CON GLI STUDENTI DEL MULTIMEDIALE DEL LICEO ARTISTICO

Un confronto interessante e costruttivo quello di ieri, 9 febbraio 2026 in Aula magna, per gli allievi dell’indirizzo Audiovisivo e Multimediale capitanati dal prof. Giuseppe Varlotta che, da vero regista, ha organizzato un incontro meet con un altro regista, Giuseppe Piccioni. Il film di cui si è parlato è Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, opera cinematografica che narra la vita del poeta a partire dall’infanzia fino alla sua morte, alternando momenti del passato e del presente, anche attraverso i versi della sua poesia, fortemente fonosimbolica ed evocativa. 

Gli studenti del Multimediale hanno interagito con il regista Piccioni, scoprendo anche che cosa c’è dietro alla realizzazione di un’opera cinematografica; Piccioni ha anche raccontato come ha lavorato al film, spiegando che per lui è stata fondamentale la ricerca storica, ma soprattutto l’attenzione ai rapporti familiari di Pascoli, quelli che hanno segnato profondamente la vita dello scrittore e la sua poesia, rendendolo poeta unico e diverso da tutti gli altri. Gli studenti sono rimasti colpiti dal fatto che il regista abbia raccontato loro che non voleva realizzare solo un semplice film biografico, ma cercare di raccontare le emozioni, le fragilità e il mondo interiore di un artista. Ha anche parlato delle scelte narrative e stilistiche, spiegando perché alcune scene sono, ad esempio, più lente, proprio per far sì che lo spettatore diventi un tutt’uno con lo stato d’animo di Pascoli.

Attraverso un grande lavoro di studio, interpretazione e sensibilità i ragazzi hanno ricevuto un messaggio importante: il cinema può essere un modo efficace per avvicinarsi alla letteratura, rendendola viva. È stata un’ esperienza interessante - commentano la Dirigente Maria Stella Perrone e il prof. Giuseppe Varlotta - quella di scoprire cosa c’è dietro le quinte di un film, una vera emozione che i nostri studenti difficilmente dimenticheranno.

a cura di 🐈

martedì 3 febbraio 2026

Il Liceo Artistico di Asti omaggia ancora il Maestro Paolo Conte

Un nuovo e nutrito gruppo di studenti del Liceo Artistico “Benedetto Alfieri” di Asti ha visitato venerdì 30 gennaio 2026 la mostra di opere grafiche del Maestro Paolo Conte, allestita nelle sale di Palazzo Mazzetti. Dopo il successo della precedente uscita, anche questa volta i ragazzi – in particolare quelli dell’indirizzo Audiovisivo e Multimediale, ma non solo, hanno voluto rendere omaggio all’artista astigiano, immergendosi in un percorso che racconta la dimensione più intima e visiva della sua creatività, traendo a loro volta importanti stimoli creativi.

Gli studenti sono stati accompagnati dai docenti Giuseppe Varlotta, Andrea Marello e Andrea Passarino, che hanno guidato la partecipazione all’iniziativa nell’ambito delle ampie strategie di orientamento in ingresso e in uscita messe in campo dal Liceo Artistico. L’ attività, ampiamente supportata e condivisa dalla Dirigente scolastica Maria Stella Perrone, che ha commentato come l’obiettivo strategico sia quello di offrire ai ragazzi occasioni concrete di incontro con l’arte, il territorio e le professioni culturali, rafforzando consapevolezze e competenze utili per le future scelte formative.


Accolti dalle guide dell’organizzazione, gli studenti hanno potuto osservare schizzi, incisioni, studi e tavole che testimoniano come la produzione grafica di Paolo Conte sia parte integrante del suo universo poetico. La mostra presenta un lungo arco temporale della sua attività visiva, rivelando un artista capace di esprimersi con la stessa intensità del celebre cantautore, ma attraverso materia, tratto e colore.

Un momento particolarmente significativo è stato l’incontro con il Presidente di Asti Musei il dottor Francesco Antonio Lepore, e con la curatrice della mostra, la dottoressa Manuela Furnari, da anni studiosa e saggista dedicata all’opera di Conte. Furnari ha illustrato agli studenti il lavoro dietro l’allestimento, l’importanza della dimensione grafica nella poetica dell’artista e il valore di questa esposizione nel rivelare un “Paolo Conte a tutto tondo”, oltre le note e oltre i palcoscenici.

La visita conferma ancora una volta l’impegno del Liceo Artistico di Asti nel promuovere esperienze culturali di alto valore e nel valorizzare la ricchezza del patrimonio artistico locale, avvicinando le nuove generazioni alle figure più significative della scena astigiana.

a cura del prof. Andrea Marello